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13 mar 2014

Random Pack Games Volume 8 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Benvenuti all’ottava puntata di Random Pack Games. Cinque videogiochi selezionati direttamente dalla nostra collezione e illustrati tramite una mini-recensione, sintetica e veloce.  Un modo come un altro per scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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Chuck Rock è un platform demenziale, non certo originalissimo, ma in ogni caso godibile, carico di una buona dose di humor. E' capace di regalare qualche ora di sano divertimento e un discreto livello di sfida, grazie ad un level design discretamente ricco di situazioni e nemici da sconfiggere.
Graficamente Chuck Rock è gradevole, vanta una veste in stile cartoon davvero riuscita. Il buffo design dei vari personaggi è sicuramente la parte migliore, nonostante le animazioni appaiono a volte eccessivamente legnose.
L'unico vero problema del gioco è una certa mediocrità per quello che concerne il genere; infatti, seppur realizzato abbastanza bene, Chuck Rock offre davvero poche novità, apparendo così come uno dei tanti platform anni 90.
In ogni caso è sempre godibile, di tanto in tanto, rispolverarlo.
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A nostro modestissimo parere Hokuto no Ken: Seiki Matsukyu Seishi Densetsu è ancora oggi il miglior videogioco tratto dal famosissimo manga Ken il Guerriero. Si tratta di un action ibrido a picchiaduro a scorrimento, dove è possibile ripercorrere tutta la prima serie attraverso lunghissime intro riproposte in 3D. Certo, oggi appaiono un po' troppo "cubettose", ma considerando l'epoca erano davvero buone, forse non eccelse, ma sicuramente in grado di valorizzare l'opera. Gli stage di gioco sono brevi e intensi di combattimenti, non mancano boss da sconfiggere e micidiali mosse segrete da padroneggiare.
Oltre alla divertentissima modalità storia c'era anche il VERSUS, dove era possibile sbloccare vari personaggi (come Raoh, Shin, Toki, Rei e molti altri) e farli combattere in un match 1 VS 1 all'ultimo sangue.
Un vero "must have" per appassionati e collezionisti del mitico Hokuto No Ken!
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Terranigma è sicuramente uno degli action adventure RPG più belli realizzati per SNES. Sfortunatamente il titolo è poco conosciuto. Peccato, perché l'opera del team Quintet (famosa anche per il bellissimo Illusion of Gaia) merita davvero di essere rivalutata.
La storia si combina perfettamente con lo stile grafico prettamente nipponico, il quale appare fin da subito realizzato al meglio, grazie a personaggi e scenari ispirati. Anche l' OST merita un'attenzione speciale, con temi sempre carichi di pathos ed atmosfera.
Il gameplay è forse fin troppo ispirato dai classici del genere (Zelda o Chrono Trigger), tuttavia il tutto è confezionato al meglio e garantisce un buon set di mosse disponibili per l'eroe Ark, tante missioni da svolgere, enigmi e molto altro.
Consigliatissimo a tutti gli appassionati di giochi di ruolo d'azione "alla giapponese".
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Dopo vari tira e molla ero giunto quasi alla fine dell'avventura di Risen 2: Dark Waters ed ecco l'immancabile bug che manda a meretrici un'intera partita di 40 ore, ad un passo dalla battaglia finale. A niente sono serviti gli sforzi di googlare traducendo guide in tedesco nella speranza di uscirne fuori. Niente di niente, quel dannato Venturo è rimasto lì, a dire sempre la solita frase come lo scemo del villaggio.
Così come è stato invano qualsiasi sforzo di andare oltre l'aspetto tecnico osceno, il framerate, il pessimo battle system, il font quasi illeggibile dei testi e la monotonia delle quest secondarie. Che poi Risen 2 ha qualcosa di buono. E' complesso, difficilissimo (soprattutto all'inizio) ed è evocativo. Il level design delle mappe è articolato, costruite su isole ricche di luoghi da esplorare. Proprio questi elementi fino alla fine mi hanno spronato a continuare l’avventura, nonostante i tanti (troppi) lati negativi; nonostante non sia minimamente ai livelli di Gothic, neanche del terzo capitolo. Ma Gothic è stato un capolavoro (almeno fino al secondo capitolo) come poteva Risen eguagliarlo? Così prendevo ciò che veniva e ripetevo tra di me "non è malaccio", anche quando con difficoltà si andava avanti per colpa di quelle missioni scialbe, estremamente anonime e ripetitive, rese meno tristi solo da dialoghi pirateschi e sarcastici.
Ma alla fine eccolo, il bug che non perdona, ecco ore di partite andate in fumo. Chissà, forse avrei dato 3 a questo gioco, ma così rimane solo l'amaro in bocca e troppa poca voglia per ricominciarlo...
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Il primo Pokemon non si scorda mai. Ha sempre la magia di farci tornare un po' bambini. Ripensandoci però, era un titolo davvero incredibile, superiore a tutta la spazzatura casual e a i vari giochi mobile del momento, più adatti a chi vuole perdere tempo che ad aspiranti gamer.
Già, perché un conto è giocare ad un GDR semplice ma allo stesso tempo ben studiato, capace di farci prendere decisioni e spremere le meningi per scovare il prossimo pokemon (o semplicemente per liberare un passaggio della mappa), un altro è toccare a caso passivamente il proprio smartphone nella "difficilissima" impresa di abbinare tre colori uguali fino al prossimo contenuto da pagare.
Insomma, amato e odiato, Pokemon è un Gioco con la G maiuscola, capace di far divertire chiunque o, in alternativa, di far parlare di sé.
Immediato, geniale ed enorme, rimane uno dei titoli Nintendo più riusciti di sempre, in grado di insegnare il significato della parola "videogioco per tutti". Il resto è storia.
 
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18 feb 2014

Random Pack Games Volume 7 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Dopo un po’ di tempo riecco la serie Random Pack Games. Cinque videogiochi selezionati direttamente dalla nostra collezione e illustrati tramite una mini-recensione, sintetica e veloce.  Un modo come un altro per scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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La celebre saga Golden Axe cambia look e diventa un fighting game dalla grafica in stile cartoon. Nonostante l'idea possa essere intrigante, il titolo SEGA non centra il bersaglio, rivelandosi così un prodotto superfluo.
Golden Axe: The Duel tutto sommato non è un titolo malvagio, diverte grazie al suo gameplay semplice e intuitivo, ma non stupisce. Nel 1995 era un picchiaduro già arretrato, schiacciato dalla concorrenza di Capcom e dai picchiaduro Neo Geo.
Un buon comparto tecnico e un nome prestigioso non bastano a salvare un gioco che poteva essere memorabile, ma che invece appare come un semplice spin-off senza infamia e senza lode.
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Eternal Sonata è sicuramente uno dei JRPG di maggior valore degli ultimi 10 anni. Il lato poetico della storia ben si affianca ad un gameplay lineare, semplice, a tratti quasi abbozzato. Un'opera che fa dell'atmosfera, delle sensazioni e del lato artistico la sua forza.
Nonostante la storia sia di pura fantasia, tutto si allaccia benissimo al grande compositore polacco Fryderyk Chopin, rispecchiando il suo carattere malinconico, ma allo stesso tempo estremamente poetico e creativo. Per chi conosce la vita del famoso pianista non tarderà a ritrovarci il suo spirito accompagnato dalle sue bellissime composizioni. Un grande tributo che riesce ad andare oltre il videogioco e si fa anche perdonare qualche ingenuità per quanto concerne la giocabilità.
Questo gioco bisogna averlo in collezione.
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La versione Cubo della saga Super Smash Bros è davvero un titolo importantissimo. Riuscendo a correggere e rivedere tutti i limiti del predecessore per N64, la Nintendo finalmente sfornò un gioco vero e proprio, che poco aveva da spartire con la (quasi) demo, seppur già di buon livello, del titolo originale.
Super Smash Bros è un inno al divertimento, soprattutto in multiplayer, con tanti personaggi provenienti dal mondo Nintendo, capaci da soli di rendere interessante qualsiasi concept. Il tutto ricreato in un favoloso stile grafico, coerente ma allo stesso tempo vario e bizzarro, a tratti surreale.
Un picchiaduro spensierato, che più della tecnica, fa della spensieratezza la sua arma vincente; giocando sulla nostalgia e sui riferimenti della software house di Kyoto. Un mondo da assaporare a suon di cazzotti!
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Se vi piacciono i giochi d'azione "alla Shinobi" questo è un titolo da tenere in considerazione. Wrath of the Black Manta ha un'ottima grafica, fatta di sprites enormi e scenari pieni di particolari. Graficamente è davvero un ottimo prodotto per il NES. Buoni anche i temi musicali e soprattutto gli effetti sonori, adeguati alle tempistiche del gioco (cosa che non succedeva con tutti i titoli dei giochi 8 bit, a dire il vero non succede sempre neanche oggi, purtroppo).
La giocabilità è ottima: il nostro ninja impara mosse con l'avanzare del gioco, fino a raggiungere un numero davvero non indifferente di attacchi speciali e azioni. Anche le situazioni di gioco sono molto varie e racchiudono: scontri contro boss, salvataggio di ostaggi, sezioni in volo e interrogatori. Insomma, un titolo davvero ben realizzato, personalmente rientra nella Top Ten dei giochi NES.
Curiosità: La versione giapponese è molto differente da quella USA/Europea.
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Super Mario Land è un gioco fantastico con un level design vario e avvincente seppur realizzato con un look minimalista. In questa avventura non eravamo nel classico Mushroom Kingdom ma bensì nell'inedito Sarasaland (più vicino al mondo reale, almeno come riferimenti, come ad esempio le “teste dell’isola di pasqua” e il deserto del Sahara).
Per il resto poco da aggiungere, è il "solito" Mario, con salti, power up, trappole e qualche trovata innovativa come le sezioni shoot' em up capaci, ancora oggi in grado di rendere il gameplay ulteriormente affascinante e vario. Il livello di sfida era decisamente alto già all’epoca e i novizi oggi potrebbero trovarlo particolarmente ostico. Insomma, un Mario vecchia scuola al 100%. Ottimo!

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6 nov 2013

Random Pack Games Volume 6 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Partiamo subito con la sesta puntata dell’appuntamento Random Pack Games. Cinque videogiochi selezionati direttamente dalla nostra collezione e illustrati tramite una mini-recensione, sintetica e veloce.  Un modo come un altro per scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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Simpatico, divertente e a tratti simile al grande Captain Commando. Forse era proprio questo l'intento della Capcom, ovvero tributare se stessa con un gioco capace di strizzare l'occhio ai gloriosi anni 90.
Peccato che Spyborgs non possieda assolutamente la stoffa per essere un grande beat em up, tanto meno un action game all'altezza. Si riduce tutto ad un premere il tasto A senza criterio, durante i pochi livelli "schematici", composti da orde di nemici e qualche boss. 
Salvano la baracca le mosse da imparare e la coop (sia in due che in solitario). Ma per il resto è un gioco totalmente mediocre. Non è brutto, ma non si può neanche considerare bello. Peccato, occasione mancata....
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Un gioco di ruolo di valore, forse un po' approssimativo in certe cose ma sicuramente profondo ed appagante. L'unica pecca vera e propria di Drakensang è l'andamento della missione finale, la quale trasforma un buon gameplay equilibrato in un'accozzaglia di nemici e trappole simile ad un hack and slash. Cosa davvero inopportuna per un titolo del genere. Ma quando si riesce a tener duro su questo difetto l'esperienza sarà davvero piacevole. 
Oggi si può rimediare a prezzo stracciato nella versione antologia della FX Interactive insieme al seguito (nettamente superiore), a soli 9 euro e 95 centesimi, assolutamente da non perdere!
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Parlare di Burning Rangers significa riportare a galla una marea di bellissimi ricordi e inevitabilmente rischiare di versare più di qualche lacrima. Il capolavoro sviluppato da SEGA, più precisamente dallo storico Sonic Team, è uno dei migliori giochi di sempre, vero e propria gemma per il mitico Saturn. Burning Rangers non solo vanta un comparto tecnico eccezionale, capace di sfruttare al massimo le potenzialità del 32 Bit della software house giapponese, ma è anche in grado di offrire un gameplay originalissimo, unico nel suo genere. 
Per descriverlo brevemente potremmo dire che Burning Rangers è un incrocio tra platform e sparatutto in terza persona. Solo che invece di sparare pallottole i nostri eroi sparano getti d’acqua, indispensabili per spegnere pericolosi incendi. Proprio così, come da titolo, ci ritroveremo in un mondo futuristico alle prese con cinque eroi diversi occupati a spegnere incendi dolosi, con tutto quello che ne consegue, ovvero: salvare civili, evitare fiamme e assistere a strutture inagibili. Il tutto arricchito da un level design eccezionale, , in grado di regalare sempre nuove emozioni al giocatore. 
Da segnalare anche l'ottima soundtrack in puro stile nipponico, perfetto abbinamento con il design manga del gioco. 
Questo è un gioco che va giocato, senza se, senza ma!
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Mentre in questo periodo sono tutti intenti a parlare di FIFA 2014 noi spendiamo quattro parole su Soccer.
Come cos’è?! Dai, chi da bambino (riferito ai “ragazzi” tra i 30 e 40 anni) non ha mai giocato a questo titolo? Lo si trovava anche nelle console “tarocche” del NES, quelle con cento giochi precaricati (o almeno così scrivevano sulla confezione, poi ti ritrovarti non più di venti titoli), tanto in voga a metà anni 90.
Cosa dire? Lento, noioso e confusionario. I giocatori correvano in un campo totalmente piatto e sembravano in preda alla cagarella. Ogni gol e ogni "azione" erano uno strazio. Dire che era macchinoso è dir poco.
Davvero ridicolo rivederlo oggi, però all'epoca riusciva anche a divertire (strano ma vero).
L'unica nota positiva rimangono le musichette in pieno stile chiptune 8 bit, meravigliose! Su wikipedia si possono anche riascoltare!
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Possiamo dirlo tranquillamente: Street Fighter X Tekken è un gran bel picchiaduro. Ci ha davvero stupito, pensamo fosse qualcosa di estremamente nonsense e di sbilanciatissimo. Invece, signore e signori, il gioco è abbastanza ben calibrato (a volte qualche incertezza c'è, innegabile, ma nulla di drammatico) e vanta un sistema profondo, poco avvezzo alla spettacolarità di altri crossover, ma decisamente più studiato e riflessivo. Divertentissimo in multiplayer, sia in coop che contro un giocatore. Più che buona anche la modalità arcade, con storia e intro per ogni Tag Team. Ottimo il Gem System, il quale più che puntare su agevolazioni, aggiunge un pizzico di strategia in più per pianificare al meglio il proprio approccio al gioco. Tecnicamente è su livelli più che buoni, conservando e migliorando ciò che si è visto di buono in Street Fighter IV.
Peccato solo per quella sensazione da "supermarket" che alleggia per tutto il gioco, dalle opzioni fino alla selezione dei combattenti. Street Fighter X Tekken è ricco di personaggi e contenuti, è vero, ma che senso ha mettere decine di personaggi e costumi come DLC? Tra l'altro a prezzi mooolto discutibili? Stiamo scherzando? I DLC sono davvero inadatti per il genere picchiaduro, rendendo "monca" l'esperienza di gioco, al di là che sia abbondante da sé. Questa politica acchiappa soldi di Capcom continua a non piacerci, oltre che a disgustarci. Tuttavia il valore del gioco è imprescindibile.



9 ott 2013

Random Pack Games Volume 5 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Quinta puntata di questa seguita rubrica chiamata Random Pack Games, ovvero cinque videogiochi selezionati dalla nostra collezione, pronti per essere giudicati tramite una mini recensione, sintetica e veloce.  Un modo come un altro per scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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Crack Down è uno sparatutto con lievi caratteristiche strategiche disponibile per Mega Drive. La visuale a volo d'uccello è una caratteristica vincente per il genere proposto dalla SEGA, in grado di garantire un'ottima visuale, perfetta per calcolare eventuali strategie.
La realizzazione tecnica non è nulla di impressionante, non di certo al top per la console a 16 bit. Tuttavia Crack Down punta tutto sul gameplay, il quale appare godibile ed efficace, nonostante una certa monotonia per quello che concerne il game design. Ottimo invece come gioco vissuto in cooperativa con un amico, potrebbe regalare qualche serata di sano divertimento.
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Cabal è un divertentissimo sparatutto arcade degli anni 80. Quando una manciata di pixel e un gameplay semplice, ma allo stesso tempo frenetico e in grado di dare libero sfogo a riflessi e tenacia, riescono a conquistare il cuore del giocatore.
Non bello quanto la versione arcade, la quale rimane, almeno due spanne sopra (anche 4), ma di sicuro un'ottima conversione per un gioco che va assolutamente rivalutato.
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Ho amato la saga Kengo su PS2 (e anche il suo lontano parente Bushido Blade sulla PSX). Ma Kengo Zero è un titolo deludente. Dimenticatevi tutti i tecnicismi dei capitoli precedenti. Qui si tratta solo di andare avanti e affettare nemici in luoghi improbabili e dalla realizzazione tecnica ridicola.
Trasformare Kengo in un anonimo (e brutto) beat em up solo con lo scopo di far "livellare" il proprio avatar per la modalità multiplayer online non è stata un'idea geniale. Il gioco perde tutta l'atmosfera e il gameplay complesso degli episodi precedenti. Pessimo.
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All'epoca veniva considerato da molti "esperti" del settore come "il nuovo Streets of Rage". Mi sono sempre chiesto cosa si fossero fumati per tale affermazione. Gekido è semmai un tentativo goffo di scimmiottare i classici beat em up a scorrimento di inizio anni 90.
La realizzazione tecnica in se non è neanche malaccio, almeno per quanto riguarda la grafica; con modelli abbastanza dettagliati, soprattutto tenendo conto dell'hardware dove venne realizzato. Ma tutto questo è vanificato da collisioni ridicole, controlli macchinosi e animazioni approssimative. Senza parlare del level design, scialbo, ripetitivo e goffo. La modalità Tekken Force di Tekken 3 era 100 volte meglio (detto tutto...). Anche il sonoro è pessimo, mancano molti effetti come quelli dei colpi e le voci invece sembrano registrate con un microfono da 3 euro del discount! Osceno.
Il gioco ha molti segreti da sbloccare, come personaggi e modalità, peccato che difficilmente si trova la voglia anche solo per finire i primi livelli...
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Infamous è sicuramente uno dei giochi PS3 che maggiormente ci ha stupito. Non tanto per la realizzazione tecnica altalenante ma per una trama davvero ben strutturata e un concept intrigante. Nei panni di Cole, un perfetto sconosciuto, ci trasformeremo in una sorta di super eroe con poteri a volontà. Quest'ultimi verranno influenzati in base alle nostre scelte, le quali potranno corrispondere a buone e cattive. Oltre ai poteri le nostre azioni influenzeranno anche molte vicende della narrazione e il finale. Se non bastasse il gioco offre una moltitudine di missioni secondarie e chicche da scoprire in un’immensa città statunitense.
In certi punti la ripetitività si fa sentire, è innegabile, ma la voglia di scoprire come va a finire la storia e i divertenti combattimenti a base di spettacolari mosse speciali incentivano il giocatore a continuare anche nei momenti "morti". Davvero un bel gioco, consigliato a tutti!

4 set 2013

Random Pack Games Volume 4 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Siamo arrivati alla quarta puntata di questa seguita rubrica chiamata Random Pack Games, ovvero cinque videogiochi selezionati dalla nostra collezioni pronti per essere giudicati con una mini recensione sintetica e veloce.  Un modo come un altro per scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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Robo Army è un classico picchiaduro a scorrimento con eroi e nemici metallici. Sebbene non sfrutti al 100% le potenzialità del Neo Geo, il gioco riesce a risultare godibile sia graficamente che a livello di gameplay. Molto apprezzata l'idea di accumulare energia per fare mosse speciali devastanti o usare i rimasugli dei nostri avversari come armi contundenti. Simpatico anche il character design dei boss di fine livello, il quale spazia da robot assemblati (ad esempio il primo sarà una "automobile meccanizzata"). Qualche incertezza è riscontrabile nel sistema di combo (quasi inesistente) e nelle collisioni, tuttavia non inficiano il divertimento.
Un beat'em up onesto e divertente, non un capolavoro ma sicuramente godibile.
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Gioco di ruolo occidentale ispirato al mitico Dungeons & Dragons. Con la possibilità di personalizzare il proprio party e vagare per una grande world map ricca di luoghi pieni di insidie. Dungeons & Dragons: Warriors of the Eternal Sun è davvero enorme per l'epoca, anche se davvero troppo ostico, necessita di una buona conoscenza del gioco originale cartaceo; sebbene sia limitato per ovvi motivi le regole base rimangono le medesime.
Discreta anche la grafica, anzi, paragonati a titoli del medesimo brand si potrebbe considerare anche "buona", con la sua prospettiva isometrica richiamante il classico Ultima. Eccellenti invece le musiche, non molte a dire il vero, ma ben strutturate ed epiche. Orribili e limitati gli effetti sonori (i personaggi femminili hanno la stessa voce di quelli maschili!).
In definitiva un gioco sopra la sufficienza, forse passato ingiustamente in sordina.
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Il gioco su licenza per NES dedicato alla famiglia primitiva più famosa del mondo è un prodotto senza infamia e senza lode, adatto ad un pubblico molto giovane. The Flintstones: The Rescue of Dino & Hoppy nonostante sia curato a livello grafico e sonoro rimane un platform davvero troppo semplice e lineare per suscitare interesse in un giocatore navigato (anche da bambino, a dire il vero, ero riuscito a finirlo in due giorni scarsi...). Apprezzabili invece il numero delle azioni del nostro Fred, il quale potrà saltare, usare la clava, parlare con personaggi non giocanti e addirittura giocare a basket; tutto in ambientazioni e situazioni abbastanza varie.
Il gioco vale parecchio in termini di collezionismo (almeno in versione USA) e quindi potrebbe suscitare interesse come oggetto da conservare nel tempo, sicuramente più del gioco stesso.
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Uno dei titoli più importanti di sempre. Il platform Sega "precaricato" nel Master System è ancora oggi uno dei giochi più amati dai retro gamers. Quello che rendono unico Alex Kidd in Miracle World sono le sue innumerevoli situazioni di gioco. Il nostro piccolo eroe infatti dovrà vedersela oltre con le sezioni platfom, con avvenimenti assurdi come sconfiggere un boss giocando a morra cinese. Non mancano neanche diversivi come l'uso della motocicletta o di sezioni in fondo al mare. Un gioco ancora molto divertente, una volta riacceso il Master System sarà difficile staccarsene.
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Fable: The Lost Chapters "soffre" solo l'etichettatura. Non è un RPG, non è un'avventura, non è un action, non è un free roaming; è semplicemente Fable con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Non ha neanche una giocabilità particolarmente complessa o una storia così originale, ma entrambe funzionano. Fable è come mettere in un frullatore 4 frutti per farsi un concentrato di frutta, i gusti si disperdono per regalare qualcosa di unico; non vuol dire migliore, ma semplicemente inconfondibile. E Fable va gustato così. senza aspettative, senza previsioni. L'importante è lasciarsi trasportare dal suo mondo e giocarlo come capita, da buoni, o da cattivi non ha importanza, l'importante è dimenticarsi di star semplicemente giocando. Fable ha come unico intento regalare un'esperienza unica, irripetibile. Nel bene e nel male ci riesce.



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15 lug 2013

Random Pack Games Volume 3 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Ecco la terza puntata di Random Pack Games, ovvero cinque videogiochi selezionati dalla nostra collezioni pronti per essere giudicati con una mini recensione sintetica e veloce.  Un modo come un altro anche di scoprire perle nascoste e stare alla larga da flop clamorosi.
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Spartan X 2 è una sorta di seguito del ben più famoso Kung-Fu Master della Irem (conosciuto in Giappone appunto con il titolo di Spartan). A differenza del titolo originale questo action del 1991 esclusivo per NES ci catapultava in sobborghi metropolitani di una città corrotta da droga e delinquenza. Il nostro obbiettivo era quello di eleminare tutti i nemici e i boss di fine livello nei panni di Thomas, un agente segreto incaricato di fermare il propagandare di un nuovo pericolosissimo stupefacente. Il gioco seppur non facesse gridare al miracolo già all'epoca risulta abbastanza divertente e godibile, sicuramente non trascendentale, tuttavia qualche oretta di sano divertimento riesce a regalarla grazie ad un gameplay semplice e piacevole.
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Senza ombra di dubbio il quarto episodio è il Phantasy Star migliore della saga. Merito di una narrazione profonda, arricchita da una quantità di schermate impressionante. Il battle system è profondo e impegnativo, decisamente appagante. La varietà dei personaggi è eccellete, ognuno dei quali con il proprio equipaggiamento caratteristico, magie e skill in quantità. Per quanto riguarda il comparto tecnico: ottime le musiche e buona la grafica minimalista. La SEGA ha creato il suo RPG capolavoro. Indimenticabile, assolutamente da giocare. Spero in futuro venga riproposto con maggiore attenzione da parte di SEGA, magari con un remake di buona fattura. Merita davvero, ma davvero tanto!
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Uno dei titoli da giocare assolutamente. Donkey Kong Country Returns non solo riesce ad essere un degno ritorno della famosa trilogia per SNES ma riesce anche a superarla. Stilisticamente evocativo, con una pulizia grafica notevole, fatta di animazioni splendide e colori brillanti. Il livello di sfida davvero ostico impreziosisce tutto; finalmente un platform game che non si finisce da solo. Nel suo genere uno dei giochi più belli degli ultimi 15, consigliato!
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Scott Pilgrim vs The World: The Game è un ottimo beat'em up in stile retrò che strizza l'occhio al capolavoro River City Ransom per NES. La grafica minimale è perfetta per lo stile scanzonato della serie ideata da Bryan Lee O'Malley. In questo gioco Scott Pilgrim dovrà vedersela contro gli ex della sua fidanzata in livelli densi di riferimenti e tributi presi direttamente dalle saghe videoludiche più amate. Il gameplay è perfetto: collisioni ottime, buona varietà di situazioni, livello di sfida arduo e tante risate. In modalità multi-player poi il gioco è divertentissimo ed estremamente godibile per più partite. Un piccolo gioiellino che farà la felicità di chi ama i picchiaduro a scorrimento e, ovviamente, anche dei fans della saga!
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Sono un amante della mitologia nordica così all’epoca decisi di comprare (a prezzo ridottissimo) senza troppe riserve questo Viking Warlord. A volte è meglio non farsi prendere troppo dai sentimenti. Gioco scialbo, graficamente datato già all'epoca (quindi figuratevi ora) con animazioni ridicole e collisioni pessime. Per il resto è un action in terza persona simile a Warrior of Might and Magic (altro gioco non di certo memorabile). Forse la versione PC è superiore, sinceramente evito qualunque secondo contatto con questo gioco.


19 giu 2013

Random Pack Games Volume 2 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!


Random_Pack_Games
Eccoci giunti alla seconda puntata con i cinque titoli selezionati casualmente dalla nostra collezione personale. Ricordiamo che ci sarà genere, data, ranking o console di riferimento, ma solo il gusto di condividere varie opinioni su molti titoli da noi giocati (e finiti) nell’arco della nostra carriera da gamer.

Loki
Mi ricordo all'epoca di aver avuto molte aspettative su questo titolo. Ricordo anche che necessitava di un PC abbastanza potente per essere goduto al meglio. Bè, una volta provato la delusione fu davvero cocente. Loki parte male per via di design pacchiano, con eroi tamarri all'invero simile e colori sfarzosi i quali neanche Moira Orfei indosserebbe. Il gioco finisce anche peggio, con stage generati casualmente ma completamente anonimi, le sterili situazioni sparse per le piccole mappe di gioco non migliorano di certo l’esperienza del gameplay, la noia si fa sentire davvero presto.
Loki doveva essere l'erede di Titan Quest ma non bastò un concept interessante per salvare la baracca. Hack and slash davvero trascurabile.
Punch_Quest
Punch Quest è un gioco che mischia elementi arcade con i tipici giochi casual "running" per dispositivi mobile. Il mix è davvero ben riuscito, una giocabilità semplice unita a sessioni mordi e fuggi rendono il titolo un ottimo passatempo. La grafica in pura pixel art impreziosisce l'opera, ed è una vera goduria per gli occhi. Pochi euro e tanto divertimento, ottimo compagno nei momenti morti, l’unica pecca è che crea dipendenza. Consigliato!
Toshinden
Battle Arena Toshiden per il caro vecchio Game Boy è sicuramente una gradita sorpresa. Oltre a sfoggiare una bella grafica, arricchita con un delizioso stile super deformed in puro stile giapponese, il titolo di Takara stupisce anche per un'ottima giocabilità, immediata e semplice, ricco di un rooster tratto direttamente dagli episodi principali. Ognuno vanta un set di mosse personale e un finale da scoprire. Un porting davvero ben riuscito e confezionato, consigliato agli amanti del genere e ovviamente a tutti fans della saga.
Exhumed
Exhumed (conoscito anche come Power Slave negli Stati Uniti) è FPS d'annata davvero interessante. Soprattutto per quello che concerne l'atmosfera di gioco. Infatti occorrerà farci strada tra mummie, scarabei, scorpioni e demoni nei panni di un soldato americano incaricato di far luce su strani avvenimenti accaduti sulla città egizia Karnak. Il gioco è in parte chiaramente ispirato al famoso film Stargate. Idea interessante e sfruttata bene. L’impostazione FPS non brilla di originalità, tuttavia garantisce qualche idea interessante come l'apprendimento di nuove abilità e una barra aggiuntiva speciale. La conversione Saturn del gioco è ancora oggi considerata la migliore. Per gli amanti del genere va assolutamente provato, a maggior ragione sulla console 32 bit della Sega.
Final_Fantasy_XIII
Mi imbarazza scrivere su questo Final Fantasy, se è vero che da una parte non riesce a raggiungere la sufficienza dall'altra molte idee mi hanno colpito in maniera positiva. Citiamole subito senza indugi: Final Fantasy XIII ha una buona caratterizzazione dei personaggi, una grafica perfetta per il contesto e un battle system davvero ben calibrato. Purtroppo però il tutto è reso vano da una lentezza narrativa e da una linearità angosciante. Quando il gioco inizia a mostrare i primi accenni di apertura con una world map un po' più libera e un discreto numero di missione secondarie da svolgere eccolo lì che finisce... e finisce male per quanto mi riguarda, con un boss finale troppo squilibrato il quale necessita una gran pazienza per essere sconfitto, pazienza che non sono riuscito ad avere. Malgrado tutto rimpiango ancora di non essere riuscito a terminarlo perché come ho detto qualcosa di davvero buono c'è, ma la sola idea di passare altre ore a prendere livelli e di avere come unica alternativa quella di camminare su e giù per la mappa mi fa venir male... . Bocciato, a malincuore. 


25 mag 2013

Random Pack Games Volume 1 - Opinioni a brucia pelo su 5 videogiochi!

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Ecco qui una nuova serie di articoli dove ad ogni post elencheremo cinque titoli selezionati casualmente dalla nostra collezione personale. Non ci sarà genere, data, ranking o console di riferimento, ma solo il gusto di condividere varie opinioni su molti titoli da noi giocati (e finiti) nell’arco della nostra carriera da gamer. Bando alle ciance, iniziamo subito con i primi cinque titoli!
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Art of Fighting oltre a vantare un comparto tecnico semplicemente sbalorditivo per l'epoca (impossibile dimenticare la grandezza impressionante degli sprites) inseriva piccole features rivoluzionarie come la barra energetica per le mosse speciali e le micidiali super-mosse, ma anche dettagli di classe come la crescita del personaggio (grazie ad appositi bonus stage) e l'affaticamento dei lottatori man mano che la vita calava. Anche la modalità storia era complessa e intrigante con molte schermate di fine livello e la possibilità di giocarla con due lottatori (Ryo Sakazaki e Robert Garcia) dando così l'idea al giocatore di vivere la trama di un film di arti marziali. Qualche problema è invece riscontrabile per quanto riguarda la giocabilità generale, pur essendo un titolo con un gameplay valido Art of Fighting soffre di qualche difetto fastidioso; in primis una rigidità dei lottatori eccessiva, esasperata da animazioni non sempre all'altezza; in secondo luogo una IA spesso macchinosa, troppo spesso infatti l'entusiasmo dopo il FIGHT cala osservando una certa ripetitività d'azione del nemico. In ogni caso Art of Fighting rimane uno dei giochi più riusciti dell’epoca, un classico made SNK che ha saputo conquistare milioni di giocatori grazie al carisma dei suoi personaggi e alle trovate innovative riguardante il sistema di combattimento.
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Crusader: Thy Kingdom Come (da noi conosciuto con il nome Le Crociate) è uno di quei titoli da giocare tutto d’un fiato, personalmente in meno di due settimane mi sono gustato l’epico finale. Cosa dire? Un buon clone della serie Total War con qualche idea rpg (le quali saranno riprese e ampliate dal bellissimo King Arthur). Anche la ricostruzione storica è pregevole con la possibilità di essere vissuta con più personaggi e finendo sub-quest. Le pecche da me riscontrate sono un livello di IA troppo ottuso e una ripetitività in certi frangenti un po' logorante. Ma a questi problemi si compensano le epiche scene di battaglia e l'attenzione a focalizzarsi per ottenere uno score sempre più alto in modo tale da ottenere più soldi, utilizzabili per potenziare il proprio esercito. Non un capolavoro, ma di certo un buon gioco, adatto anche a chi è alle prime armi con il genere.
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Power Stone è uno dei titoli più divertenti per Dreamcast, una conversione praticamente identica a quella della sala giochi, anzi, migliore visto i bonus sbloccabili. Il punto forte di Power Stone tuttavia risiede in una giocabilità brillante, un picchiaduro tanto anomalo quanto divertente. Due personaggi si sfidano in grosse aree usando tutto quello che gli capita davanti (sedie, tavoli, mitra, bombe ecc), se questo non bastasse ogni eroe è munito di un set di mosse e di una trasformazione, quest’ultima possibile dopo aver recuperato tre diamanti differenti. Il tutto è adrenalinico e il roster composto da personaggi stravaganti arricchisce l'esperienza di gioco già di per se ottima nel concept. Una vera pietra miliare (secondo il mio modesto parere neanche il secondo episodio è riuscito ad eguagliare tanta bellezza).
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Collezione davvero interessante contenente i primi due episodi della mitica saga Final Fantasy. Ho apprezzato il rinnovamento grafico non eccessivo, perfetto per il portatile Nintendo. Il primo capito anche con oltre 20 anni sul groppone dimostra ancora tutto il suo fascino, con una world map gigantesca e trovate davvero divertenti sparse qua e la durante l'avventura. Quello che amo di questo episodio è il fatto di dovermi scervellare per trovare gli eventi che permettono di proseguire con la trama. Unico problema rimangono le battaglie casuali davvero eccessive nei dungeon più tosti, ogni tre passi si rischia di venir attaccati! Per fortuna i combattimenti sono veloci e divertenti, in puro stile JRPG. Un classico da giocare e rigiocare.
Il secondo capitolo invece è più lineare ma vanta una storia un po' più complessa. A livello di difficoltà nonostante sia meno dispersivo rispetto al primo episodio ho trovato particolarmente ardui gli scontri, serve una buona dose di pazienza per aumentare di livello, cosa che potrebbe far calare l'interesse alla lunga. Tuttavia pur non essendo epico come il suo predecessore rimane un buon gioco. Antologia consigliata a tutti i fans di Final Fantasy e dei JRPG!
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Heavenly Sword fu un gioco che fece parlare molto di se all'epoca, soprattutto perché in quel periodo fu una delle poche esclusive di rilievo per la Play Station 3. Ancora oggi quando esce il discorso se ne dicono di tutti i colori, da chi dice che sia un flop totale a chi pensa sia un ottimo action. Forse la verità sta nel mezzo. Heavenly Sword è un gioco dall'ambientazione dannatamente affascinante, così come la sua protagonista, e a distanza di anni si può ancora notare una certa cura riguardante il reparto tecnico con suono e grafica davvero ben realizzati. La stessa cura però non è stata impiegata per approfondire il gameplay, spesso superficiale e poco incisivo. Il gioco così appare divertente e godibile ma perde l'occasione di essere un punto di riferimento del genere. Peccato, tuttavia ora a prezzo ribassato vale la pena possederlo.

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