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20 mar 2016

Curiosità dal passato: L’ultimo boss di Wrath of the Black Manta che “usciva” dal jukebox!

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Più che una curiosità questo è un vero e proprio delirio videoludico, partorito dalle malate (ma anche geniali) menti del team che era dietro l’adattamento della versione americana di Ninja Cop Saizou. Infatti è bene ricordare che Wrath of the Black Manta, storico titolo della Taito del 1989 a base di ninja e shuriken, è il nome occidentale di Ninja Cop Saizou.
Oltre al cambio di titolo la versione americana (da cui è tratta anche quella europea) apportava molte modifiche rispetto alla release giapponese; questi non si limitavano solo alla sostituzione delle schermate, ma anche al cambio di interi pezzi di stage e la sostituzione dei boss con nuovi ceffi. Tra quest’ultimi spiccava sicuramente il cattivone finale, il protagonista di questo articolo.
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El Toro (così si chiamava il cattivone di turno) è molto probabilmente uno dei boss più criptici e surreali della storia dei videogame. In primis perché la sua presentazione era, come dire, bizzarra… appariva letteralmente da un jukebox, strisciando in loop da destra e sinistra tenendo Taro (allievo prediletto del nostro protagonista). Se questo non bastasse a rendere il tutto ridicolo, i buontemponi americani pensarono bene di “attivare" il misterioso jukebox solo tramite il lancio di una stellina ninja… scena che forse cercava di rievocare il videoclip di Smooth Criminal del compianto Michael Jackson. Neanche a dirlo: una volta “introdotto lo shuriken nel jukebox” partiva pure la canzone.
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Ma le stranezze di El Toro non finiscono qui. Il gioco suggeriva che per sconfiggerlo bisognava utilizzare solo quattro tra le tecniche segrete del nostro ninja. Molto probabilmente questa caratteristica l’ha reso sia il boss più veloce da sconfiggere dell’era 8 bit, sia il più stressante da affrontare. Già, perché individuare in sequenza tutte le quattro tecniche da utilizzare non era affatto facile e una volta mancata una c’era il serio rischio di perdere una preziosa vita. Diversamente, memorizzate le tecniche, poteva essere sconfitto in pochissimi secondi.
Tuttavia anche prima di morire il caro El Toro ci regala un’altra stranezza. Con un determinato colpo speciale era possibile privarlo del suo… parrucchino. Di certo un’immagine davvero poco edificante per un grande boss del crimine, ma il tutto appare ancora  più ridicolo se pensiamo che questo succedeva proprio nello scontro finale, il quale dovrebbe essere il momento più serio dell’intera avventura!
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Al di là di queste bizzarrie, Wrath of the Black Manta rimane ancora oggi un action godibile e davvero ben realizzato.  Un titolo che anche grazie a stranezze del genere è rimasto nel cuore di molti appassionati cresciuti con la console 8 bit Nintendo.
Leggi altre Curiosità dal Passato 

21 ago 2015

SEEP ricrea il primo livello di Super Mario Bros per omaggiare la Nintendo!

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Mentre c’è chi va al male a divertirsi, noi (da bravi nerdoni senza vita sociale) abbiamo questi tre giorni per realizzare un vecchio sogno nel cassetto, che ci portavamo da quando eravamo bambini, ovvero: ricreare il primo livello di Super Mario Bros, intramontabile capolavoro del 1985 nato dalla geniale mente di Shigeru Miyamoto e approdato sul NES.
A discapito di quello che possono pensare i più giovani, Super Mario Bros era davvero un gioco avanti per i suoi anni, e anche se oggi le meccaniche possono risultare semplici per un normale platform, per l’epoca erano davvero all’avanguardia. Ricreare le stesse caratteristiche (aggiungendo qualcosina di nuovo) è stata un lavoro stimolante e appagante; finalmente con orgoglio, a distanza di 23 anni (data dell’approdo del NES nella nostra vita), abbiamo realizzato il sogno di vederci su schermo pixellosi proprio come il buon caro vecchio Mario.
Qui potete vedere il video realizzato per l’occasione:
SEEP Bros in action!
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23 giu 2015

Un trailer per ripercorrere tutta la storia di Yoshi!

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Per celebrare l’imminente uscita di Yoshi’s Wolly World su Wii U (precisamente questo 26 giugno) la Nintendo ha rilasciato un video dove ripercorre tutta la storia del simpatico dinosauro, protagonista di una manciata di platform assolutamente incredibili, al livello degli stessi Super Mario Bros.
Ancora una volta Nintendo si mostra molto legata al suo passato e ci regala questa piccola chicca che non mancherà di deliziare i nostalgici. Tra l’altro Yoshi’s Wolly World promette di essere un grande platform game con meccaniche old school… bè, non ci resta che aspettare qualche giorno per metterci le mani sopra, nel mentre godiamoci questo particolarissimo trailer “storico” localizzato in italiano!
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14 gen 2015

Curiosità dal passato - 10 saghe viste in visuale isometrica!

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Vi siete mai chiesti come sarebbe il vostro videogioco preferito in visuale isometrica (per intenderci tipo la serie Final Fantasy Tactics o primi indimenticabili Fallout)?
Bene! Traendo spunto da un post di Dorkly abbiamo voluto stuzzicare la vostra fantasia proponendovi queste famose saghe in una prospettiva isometrica esclusiva.
Le immagini a seguire sono realizzate da dei fan dei suddetti titoli e potete ammirare le loro opere nel relativo link sotto ad ognuna di esse.
Fateci sapere cosa ne pensate e quale di questi giochi vorreste davvero vedere sul vostro monitor! ;)
DOOM:
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Link: kracov
Quake:
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Link: Ricardo73
Pokemon:
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Link: Libertae
Dark Souls:
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Link: Cyangmou
Team Fortress:
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Link: gas13
Bioshock:
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Bioshock Infinite:
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Metal Gear Solid:
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Commandos 2:
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Link: videki_man
Tony Hawk's Pro Skater:
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Fonte: Dorkly

31 ott 2014

Retro “horror” Games - I titoli assolutamente da giocare per la notte di Halloween!

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E’ Halloween! Che bello, riprendiamoci mentre giochiamo a Slender facendo finta di avere paura!!
Naaa, non fa per il SEEP Bar.
Invece andiamo indietro nel tempo a vedere tutti i migliori giochi retrò con ambientazioni “lugubre”, assolutamente da giocare in una serata in perfetta armonia con Halloween.
Più che di giochi horror nel vero senso della parola mostreremo una carrellata di titoli divertenti o dal grande valore storico. Preparatevi e buon… dolcetto o scherzetto!
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Ghosts 'n Goblins:
Il classico Capcom non poteva proprio mancare. L’avventura di Arthur rimane ad oggi una delle più riuscite nel mondo videoludico, sia per quello che concerne il gameplay, sia per la caratterizzazione dell’ambientee dei personaggi. Una favola ambientata tra cimiteri, demoni e fortezze, un must per tutti gli appassionati di action/platform game. Ad Halloween fa sempre la sua bella figura… ammesso che si riesca davvero a finire in una sola notte, vista a quanto è bastarda la difficoltà!
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Medievil:
Per un po’ di tempo è riuscito ad essere un valido successore spirituale di Ghosts’n Goblins, purtroppo poi la saga si è persa con il remake del 2005 per PSP. In ogni caso il primo capitolo rimane uno dei videogiochi più amati della generazione PSX. Era davvero spassoso vestire i rinsecchiti panni dell’ossuto Sir Daniel e sconfiggere orde di zombie. Un delizioso platform/adventure game che davvero non conosce tempo, adatto per rievocare la mitica generazione 32 bit.
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Splatterhouse:
Un colosso all’insegna del divertimento splatter del passato. Un picchiaduro a scorrimento del 1988 che ha pochi rivali per quello che concerne lo spargimento di sangue. Rick Taylor e la sua Terror Mask hanno segnato l’infanzia di ogni buon retro gamer che si rispetti. Ogni volta fare una carneficina nell’oscura casa del dottor West è un piacere. Splatterhouse è un simbolo di una generazione lontana ma sempre capace di sfogare la nostra parte più brutale.
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Castlevania: Symphony of the Night:
Più che un gioco una poesia oscura che sembra partorita da Baudelaire. Castlevania: Symphony of the Night è il miglior episodio dell’intera saga. Ricco di pathos e forte di un’ambientazione riuscitissima e capace di intrattenere in qualunque momento il videogiocatore, il titolo Konami è must per tutti gli amanti di sceneggiature oscure e sinistre. Non poteva proprio mancare in una classifica di giochi da giocare ad Halloween, anche se vi durerà ben più a lungo visto le sue tre avventure da portare a termine. Da giocare con rigoroso silenzio su SEGA Saturn.
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Silent Hill:
Il primo episodio di Silent Hill è decisamente uno dei più riusciti survival horror di sempre, a nostro modesto parere anche di Resident Evil. L’atmosfera angosciosa, sotto il celebre velo di nebbia e neve, rendono questo gioco unico. Poche armi, pochi medikit, scontri difficili, al limite della sopravvivenza, apparizioni e mostri; solo l’ostinazione porta avanti Harry a trovare sua figlia. Al di là di una storia brillante, e ancor meglio realizzata, Silent Hill offre anche dei spunti di riflessione sui drammi esistenziali. Per chi vuole passare un Halloween in gran stile.
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Maximo:
Ne abbiamo già parlato in queste pagine (leggi cliccando qui) di quanto è bello il titolo Capcom uscito su Play Station 2. Ovviamente, come il buon Ghosts’n Goblins (da dove trae ispirazione), è anche un titolo perfetto da giocare in pieno Halloween. Maximo ripropone la formula del titolo anni 80 in un mondo totalmente 3D e con livelli esplorabili. La grande difficoltà e l’ottimo level design rendono questo titolo uno dei migliori per la console 128 bit della Sony.
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Luigi’s Mansion:
Un appuntamento fisso per grandi e piccini, non poteva mancare la mitica Nintendo. Luigi Mansion è una riuscitissima parodia dei giochi horror con eroe il simpaticissimo Luigi, il fratello fifone di Mario. Proprio nei panni del cappello verde più famoso di tutti i tempi dovremo cercare suo fratello in una mansione piena di spiriti, i quali per sconfiggerli verranno aspirati da un potente aspiratore. Un titolo scanzonato, pieno di humor e dal grande gameplay, una pietra miliare del GameCube. L’unica pecca? Vi durerà realmente solo la sera di Halloween, argh!
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House of the Dead:
Uno dei giochi arcade più amati di sempre, molto probabilmente il light gun più celebre. La SEGA è riuscita a creare un videogioco dannatamente divertente, dove sparare ad ogni tipo di zombi è puro piacere. Una difficoltà estrema, ma mai estenuante, rende la giocabilità di House of the Dead un titolo immortale, sempre piacevole da tirare fuori e da giocare insieme agli amici. Assolutamente consigliato per chi vuole divertirsi in gruppo!
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Mortal Kombat:
Ok, forse un po’ fuori luogo, ma il “gore” dei primi Mortal Kombat ben si addice alla festa di Halloween. Il picchiaduro più sanguinolento del mondo dimostra tutto il suo lato trash con pozze d’acido, corpi carbonizzati, puntoni, fatality e litri di sangue da far piangere di commozione l’Avis. Giocato in gruppo, magari facendo dei piccoli tornei, è praticamente irresistibile anche grazie al suo gameplay non troppo complesso ma più orientato verso l’immediatezza.
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Nightmare in the Dark:
Un titolo Neo Geo squisitamente Arcade dai toni lugubri e una deliziosa grafica pixellosa. Giocato in cooperativa può davvero creare dipendenza, grazie alla sua semplicità dedita a giochi del medesimo genere come l’intramontabile Bubble Bobble. Nei panni di due spiriti oscuri dovremo sconfiggere zombie, fantasmi e addirittura mostri come Frankenstein.
Facile iniziare, difficile scollarsi!
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Darkstalkers:
Un picchiaduro anni 90 made Capcom. Scegli uno dei mostruosi personaggi e affronta altrettanti mostruosi avversari. Questo è il concetto base di Darkstalkers, picchiaduro ad incontri in stile Street Fighter. Se amate i tecnicismi, la grafica in stile cartoon e i cimiteri, questo è il fighting game che fa per voi. Un Halloween all’insegna di Super Mosse!
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1 ago 2014

Curiosità dal passato: i biscotti della fortuna di Shadow Warrior!

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Tra i momenti più “trashosi” degli ultimi anni è impossibile non citare il reboot del 2013 di Shadow Warrior e i suoi geniali Biscotti della Fortuna. Perché geniali? Semplice, perché sono completamente inutili al fine del gioco, privi di senso e per di più spesso non fanno neanche ridere.
I biscotti della fortuna potevano essere collezionati esplorando i vari livelli di gioco, come già detto non aggiungevano nulla al gameplay del gioco e servivano solo per rendere l’atmosfera di Shadow Warrior più surreale del normale. In ogni caso la vera genialità consisteva nel loro posizionamento. Infatti potevamo trovarli come omaggio a statue del Buddha, in momenti salienti del gioco (come il momento prima di una sfida contro un boss) e nei pressi di easter egg (come i cabinati di Hotline Miami).
Qui di seguito abbiamo deciso di proporvi i Biscotti della Fortuna più significativi del FPS di 3D Realms… e ricordate, i biscotti non mentono mai!
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27 giu 2014

Curiosità dal passato: Il segreto di King (Art of Fighting)!

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Abbiamo deciso di aprire una nuova serie di post chiamata “curiosità dal passato” per proporre momenti salienti, segreti e (appunto) curiosità dal mondo videoludico del passato. Questa prima puntata è dedicata ad Art Of Fighting (potete leggere qui il nostro speciale dedicato al picchiaduro SNK) e al personaggio King.
Per molti, magari cresciuti con The King of Fighters, non è un segreto che King (tradotto letteralmente “Re” dall’inglese) sia un personaggio femminile. Tuttavia SNK scritturò una storia più misteriosa riguardante l’esordio della lottatrice de L’Amour, il ristorante dell’immaginaria città di South Town, luogo dove si svolgono gli intrighi (in tempi diversi) di giochi come Art of Fighting, Fatal Fury, The King of Fighters e Savage Reign.
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I due protagonisti del gioco (Ryo Sakazaki e Robert Garcia) erano all’oscuro sulla vera identità di King. Di preciso, la storia ufficiale, narra che Ryo una volta giunto a L’Amour (quarto stage), sotto segnalazione di Lee Pai Long (lo sfidante precedente), pensa di stare affrontando un qualsiasi buttafuori, almeno questo fino alla fine del match, quando, lacerata accidentalmente la sua camicia, scopre con non poca sorpresa che King è in realtà una ragazza.
Questo momento nel gioco era possibile visionarlo solo finendo King con una qualsiasi mossa speciale, in caso differente il mistero rimaneva e il giocatore con molta probabilità poteva confondere King per un uomo, visto anche il suo abbigliamento mascolino e molto largo, in modo da nascondere le sue forme. Anche la voce era camuffata, anche se chiaramente di tono troppo alto per appartenere ad un uomo.
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Ma perché King non voleva mostrare la sua vera identità? SNK spiega che King è un’abilissima combattente, ha saputo guadagnarsi una buona fama in giovane età sconfiggendo il campione di Muay Thay. Ha sempre nascosto la sua femminilità per difendersi dai pericoli di South Town e perché convinta di essere così presa sul serio nel mondo della lotta. Tuttavia proprio questa sua doppia vita le ha creato più di un problema. Cinque anni prima di Art of Fighting subisce un’umiliante sconfitta, tanto da venire trovata da Jack Turner (personaggio del secondo stage) malmenata e priva di sensi. Finita in miseria accetta, anche se non di buon grado, di lavorare con Mr Big (primo boss storico Art of Fighting) come buttafuori de l’Amour.
Solo nei capitoli successivi, quindi una volta aiutato Ryo a trovare sua sorella Yuri nel primo episodio, deciderà di abbandonare questa doppia vita che le ha creato più problemi che benefici.
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Altre curiosità sul personaggio:
King è senza ombra di dubbio una delle lottatrici più amate dagli appassionati di picchiaduro Neo Geo, tanto da collezionare molte apparizioni in svarianti giochi della SNK, tra le più importanti ci sono sicuramente la sua storica presenza in The King of Fighters e nel crossover Capcom vs SNK.
E’ inoltre uno dei personaggi più eccentrici mai realizzati. Dal suo character design mascolino degli albori si è trasformata negli anni in una rappresentazione di donna sofisticata, amante del buon vino, vegetariana ( in Art of Fighting 2 dice esplicitamente in un dialogo: "I'm a vegetarian so anything without meat is fine", tradotto: “sono vegetariana, ogni cosa senza carne va bene”), intenditrice di Jazz, giocatrice di biliardo, amante dei gatti (il suo si chiama Marron) e responsabile sorella (ha un fratello chiamato Jan).
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Nonostante in The King of Fighters sia più volte accostata all’Inghilterra lei è di nazionalità francese, anche se la storia narra che ha aperto un locale chiamato Illusion proprio nella terra del Big Ben (tuttavia tale locale ha anche una sede a South Town).
Proprio con un altro personaggio francese della SNK prende in prestito la voce (Harumi Ikoma), si tratta di Charlotte, famosa per essere “la Giovanna D’Arco di Samurai Shodown”.
Infine, molte voci sono trapelate riguardo ai suoi gusti sessuali visto la sua ambiguità. SNK a tal proposito ha esplicitato più volte, tramite varie schermate, che King ha una cotta per Ryo Sakazaki. Però il loro rapporto non evolverà mai in una vera storia d’amore, rimanendo comunque una solida amicizia. Questo però non esclude che possa essere bisessuale.
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Speriamo che questa prima puntata di “curiosità dal passato” dal passato vi sia piaciuta e attendiamo vostri commendi o segnalazione su qualsiasi stramberia riguardante i giochi del passato, alla prossima! ;)
Aspettando la prossima puntata puoi leggere anche:
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