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5 dic 2014

Arcade Workshop, Day 5 of 7 – Il mini cabinato prende vita!

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Finalmente siamo arrivati alla parte del “cablaggio”. Da ora in poi ogni passo ci avvicinerà alla fine del nostro mini cabinato.
La prima cosa valutata oggi è stata lo spazio per inserire la scheda madre e i vari componenti. Nonostante possa sembrare una superficie abbondante non è esattamente così. Riuscire a mettere la scheda madre separata da alimentatore e hard disk non è stata proprio una cosa spontanea. Alla fine abbiamo optato per inserire l’alimentatore nella parte posteriore e l’hard disk sotto i comandi di gioco, creando spazi per arieggiare tutta la struttura, evitando così surriscaldamenti.
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Fatto questo abbiamo iniziato i primi test prima di procedere a chiuderlo, qui si può osservare in prova il mitico Ninja Gaiden…
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Una volta fatta una bella partita a Ninja Gaiden (solo per testarlo eh, mica per svago… :D) abbiamo deciso di inserire il joypad.
Per prima cosa abbiamo smontato la stocca e rielaborato la cornice dove inserirlo, rimettendo così anche la carta adesiva rossa. Una volta fatto abbiamo fissato il tutto con delle viti facilmente rimovibili, in maniera tale che il joystick Qanba può essere rimosso in qualsiasi momento con estrema facilità. Cosa davvero buona per la manutenzione o, addirittura, il cambio completo del componente.
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Una volta fissato il joystick è stato il momento delle casse. Le abbiamo semplicemente smontate e disposte nella parte superiore del mini cabinato. Ovviamente abbiamo creato dei buchetti per far uscire il sonoro.
Per la parte esterna abbiamo recuperato la griglia delle stesse e le abbiamo incollate. Il risultato non è per niente male. Il sonoro filtra davvero bene e la parte estetica crea davvero un buon effetto vintage.
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Visto che ci avanzava un po’ di tempo l’abbiamo utilizzato per ridipingere i bordi, ora finalmente appaiono carichi di un giallo lucido, molto potente. Inoltre ci siamo anche dedicati al posizionamento del bottone di accensione, piazzandolo nella parte bassa del mini cabinato, sotto il joystick.
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Anche per oggi il nostro l’abbiamo fatto. Il cabinato necessita ancora di qualche ritocco e l’inserimento del plexiglass come protezione del monitor, ma possiamo dire che è praticamente completo (a livello di struttura). Domani ci dedicheremo alla parte software, per il momento vi lasciamo con la canzone del giorno, un brano famosissimo degli Iron Maiden: Wasted Years.
Buon ascolto e ci si vede domani! :D
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4 dic 2014

Arcade Workshop, Day 4 of 7 - Construction time again!

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Oggi è la giornata dedicata al montaggio della struttura del mini cabinato, la canzone ieri dei Depeche Mode aveva annunciato alla perfezione il post di oggi, tanto che ci siamo ispirati al loro album per il titolo (piccola nota, ma sappiamo che oltre videogiocatori siete anche appassionati di buona musica!).
Prese viti, staffe e cerniere abbiamo iniziato ad assemblare il tutto. Come già annunciato in precedenza la parte posteriore del cabinato sarà un’unica porta che potrà essere facilmente aperta per la manutenzione dell’hardware.
Lo strumento per realizzare questa operazione è un avvitatore automatico che permette di forare il legno e avvitare le viti.
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Oggi il tempo a nostra disposizione non era tantissimo ma siamo comunque riusciti a montare con successo la struttura. Tuttavia abbiamo già iniziato a fare qualche prova provvisoria con la cornicetta superiore. Abbiamo così tagliato il plexiglass che ci serviva e abbiamo messo il nostro logo sulla parte superiore. Il risultato non è male e rende il tutto più personalizzato.
Ma abbiamo deciso (almeno momentaneamente) di non inserire il neon. La scelta è stata adottata più per comodità che per altro. Al di là del prezzo aggiuntivo, la luce richiedeva altra corrente ed era sicuramente un abbellimento non essenziale.
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Il poco tempo rimasto l’abbiamo usato anche per fare qualche prova per testare la comodità e la visibilità della posizione del monitor. Non male, anche se il monitor appare davvero enorme rispetto a quelli di un vero cabinato da sala giochi (a dirla tutto la cosa non ci dispiace più di tanto, giocare così a titoli tipo The King of Fighters o Street Fighter 2 è uno spettacolo!).
Inoltre abbiamo anche iniziato a dare la prima passata di colore ai bordi, ma questa necessiterà sicuramente almeno di un’altra mano (forse anche due).
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Perfetto, nonostante il tempo davvero limitato, anche oggi siamo riusciti a mantenere l’appuntamento. Non ci resta che lasciarvi alla canzone del giorno: Stairway to Heaven degli indimenticabili Led Zeppelin. Siamo a metà strada, stiamo arrivando pian piano all’obbiettivo.
Non perdete la puntata di domani, dove mostreremo tutto il cablaggio e le primissime prove con i giochi! :D
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3 dic 2014

Arcade Workshop, Day 3 of 7 – Chi non lavora non fa l’amore!

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Infilata una tuta di battaglia, scesi in cantina e via a lavorare.
La prima operazione è stata quella di prendere le misure. Essendo un mini cabinato dall’aspetto compatto l’intera struttura è stata progettata basandoci sul monitor. Ricordiamo che per le misure e il design generale ci siamo basati sulla guida del buon Mr Mime (blog: http://ilmiomame.blogspot.it/).
 
Il cabinato dovrà essenzialmente essere costituito da 8 parti e questo ha inevitabilmente coinvolto 8 tagli:
 
  • Le due basi laterali (con il legno da 1)
  • La base inferiore (con il legno da 1)
  • Una superiore (con il legno da 0.5)
  • Lo sportellino posteriore (con il legno da 0.5)
  • Corniche del monitor (con il legno da 1)
  • La mascherina frontale superiore (con il legno da 1)
  • La mascherina frontale inferiore (con il legno da 1)
  • Due pezzi di sostegno interno del monitor (con il legno da 1)
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Usando il seghetto alternativo siamo riusciti a tagliare facilmente il legno. Una volta fatte le parti abbiamo lavorato i bordi con la levigatrice in maniera tale da rendere i pezzi meno grezzi e più gradevoli visivamente. Soprattutto per quello che concerne i bordi, i quali rimarranno scoperti e non verrà applicata a essi nessuna carta adesiva. Saranno invece colorati verniciati di giallo.
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Indispensabile in questo caso è stata una prova provvisoria di ogni singola lavorazione. Essendo il mini cabinato costruito sul monitor abbiamo dovuto essere precisi e cauti.
Nonostante questo siamo riusciti a fare il tutto creando zero scarto (un applauso a noi).
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Ricavati i pezzi abbiamo steso su di essi, ove possibile, la carta adesiva. Come annunciato nella prima parte si è optato per creare un cabinato a due colori, da un lato rosso e dall’altro nero; molto anni 80.
Una volta applicata abbiamo messo i pezzi a stesi con un peso sopra per stirarla e incollarla meglio. Rimarranno così per l’intera notte.
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Per il momento il lavoro più grosso è stato realizzato, il tutto ha richiesto ben 5 ore. Domani ci dedicheremo al montaggio della struttura, e sarà proprio qui a prendere vita la nostra arcade machine.
Vi lasciamo con la canzone del giorno, la bellissima Pipeline dei Depeche Mode, che gran pezzo.
Noi ci vediamo domani, continuate a seguirci! :D
Leggi tutte le puntate di Arcade Workshop
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2 dic 2014

Arcade Workshop, Day 2 of 7 – Hardware per l’emulazione!

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Questa seconda parte è sicuramente la più interessante per tutti gli smanettoni, si tratta del post dedicato alla scelta dell’hardware.
Per nostra fortuna un amico ha cambiato il suo PC e non sapendo cosa farsene del suo vecchio ha deciso di darcelo. A sua detta era “rotto”, in realtà dopo un veloce controllo aveva semplicemente la RAM scollegata dal suo banchetto. In ogni caso siamo riusciti così ad avere un PC gratis, non al top (ovviamente) ma sicuramente buono per emulare i giochi anni 80/90.
Una volta provato e smontato i vari componenti abbiamo deciso di sostituire la scheda video con una nostra inutilizzate, vecchiotta, ma sicuramente più performante per la causa, una Radeon serie x1950. Il computer è in grado di far girare tutti gli emulatori “ordinari” (NES, SNES, Master System, Mega Drive ecc) e qualcuno più complesso come quello SEGA Saturn, Play Station, CPS3 e l’ottimo Model 2 (ma di questo parleremo in maniera più dettagliata).
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Alla fine il PC in questione ha le seguenti caratteristiche:
 
  • Scheda Madre Asus M2V-MX
  • Alimentatore da 500w
  • Hard Disk di 320 GB
  • RAM da 2 GB Kingston
  • Processore AMD Athlon 64 x 2 dual core 3800+ 2,00 GHZ
  • Scheda video Radeon serie x1950
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Per quello che concerne il monitor invece abbiamo preso un Philips 170s in un mercatino dell’usato, al prezzo di 24 euro. Un vecchiotto, ma ottimo, LCD a 17 pollici con una risoluzione massima di 1280 x 1024 (andrà particolarmente bene per giocare i nostri giochi realizzati con OpenBor).
Abbiamo provato a collegarlo con il portatile e la qualità visiva ci ha stupito positivamente, inoltre è sottile e leggero, sarà perfetto da incastrare nella base del nostro mini cabinato.
Mentre per il sonoro useremo delle casse della Trust precedentemente usate in un altro computer.
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Infine come joystick abbiamo optato per un Qanba economico (35 euro, la parte più esosa di tutto il cabinato, per ora…), forse il meno caro disponibile in questo momento. Il Quanba ha sei bottoni di gioco e la compatibilita XInput. Pur essendo molto spartano risponde bene ai comandi ed è comodamente moddabile.
Il joystick sarà inserito direttamente dentro il cabinato, leggermente inclinato e adagiato con la parte superiore nella base di legno, togliendo la scocca inferiore.
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E infine, come sarà per tutta la rubrica, postiamo la canzone del giorno: Pocket Calculator dei Kraftwerk, non poteva essere diversamente!
Ci vediamo domani con la parte che ci vedrà al lavoro! Non perdetevela! :D
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1 dic 2014

Arcade Workshop, Day 1 of 7 – I ferri del mestiere!

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Come avevamo annunciato la settimana scorsa questa sarà interamente dedicata al nostro esperimento di creare un mini-cabinato da zero, adatto da giocare a casa, dalla grandezza contenuta e facilmente trasportabile. L’obbiettivo è quello di riuscire a spendere il meno possibile, ed avere un’ “arcade machine” performante, capace di far girare una buona quantità di giochi del passato e mantenere il più possibile il feeling che si respirava nelle sale giochi anni 80/90.
Ricordiamo che per questo progetto ci siamo ispirati alla guida di Mr Mime (potete trovare qui il suo blog: http://ilmiomame.blogspot.it/).
 
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Scelta dello stile:
 
Abbiamo deciso di dare al nostro cabinato arcade uno stile anni 80, fatto di colori vivaci e di impatto. Dovrà essere composto da 3 colori principali: nero, rosso e giallo. Il nero e il rosso saranno la parte estetica dominante del “coin op”, mentre al giallo saranno lasciati i contorni e abbellimenti vari. Nella speranza che alla fine il risultato sarà il più possibile dall’aria “giocosa”, tipica dei tempi addietro, soprattutto per quello che riguardava gli arcade giapponesi.
Infine, nella parte frontale (sopra il monitor) abbiamo optato di inserire una targhetta personalizzata (sotto potete vedere la foto della stampa).
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I preparativi:
 
Comprare il materiale per la struttura, tanti giri ai mercatini, una controllatina negli armadi e in cantina, qualche telefonata ad amici e pareti per recuperare hardware. Una riordinata a tutti gli strumenti di lavoro e via a progettare. Da notare che ora la parte che ha davvero richiesto più tempo è stata quella di trovare un hardware decente, ma per tutto questo leggete la seconda parte, domani disponibile online.
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Benissimo. E’ ora di partire. Per prima cosa dobbiamo rispolverare gli strumenti di lavoro. Per la creazione del mini-cabinato abbiamo usato sostanzialmente 3 attrezzi:
  • Trapano avvitatore a batteria: indispensabile per forare e avvitare.
  • Seghetto alternativo: per tagliare il legno.
  • Levigatrice: rifinire i bordi.
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Mentre il materiale per costruire la struttura del cabinato che abbiamo scelto è il seguente:
  • Compensato di pioppo 80x60x1: per le parti laterali, quella inferiore e quella frontale.
  • Compensato di pioppo 80x60x0,5: per la parte superiore e quella posteriore.
  • Tavola di plexiglass: andrà a costituire la cornicetta del cabinato e la protezione del monitor.
  • Rotoli di carta adesiva nera/rossa: rivestirà l’intera struttura.
  • Viti, cerniere e staffe ad L: per il montaggio e la stabilità del nostro cabinato.
  • Smalto giallo: per colorare i bordi scoperti del legno
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Chiudiamo il primo appuntamento con la canzone del giorno, per metterci un po’ di coraggio e vigore, abbiamo scelto la sempre verde Eyes of the Tiger dei Survival (famosa per essere la soundtrack di Rocky 3).
A domani per tutti i preparativi della parte hardware! ;)

26 nov 2014

Due grandi novità: il primo cortometraggio della SEEP e l’anteprima di Arcade Workshop!

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Due nuove sorprese per chi segue il SEEP Bar. La prossima settimana sarà interamente dedicato ad un “progetto” che ci è frullato in testa prendendo ispirazione dal sito dello youtuber Mr Mime; ovvero costruire un mini-cabinato in stile sala giochi!
Ogni giorno mostreremo il lavoro in tempo reale, con il resoconto e gli strumenti usati per tale progetto.
Ovviamente la sfida è quello di produrre un cabinato in maniera economica, spendendo il meno possibile e riuscendo a riciclare il più possibile.
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Come mai questa bizzarra idea?
Bè, viene la storia viene tutta “raccontata” nel cortometraggio che abbiamo realizzato appositamente per introdurvi a questo esperimento, chiamato Nostalgia di Sala Giochi. Un “mini-film” surreale, ispirato al cinema che più ci piace, ovvero quello di Charlie Chaplin e Friedrich Wilhelm Murnau (sì, abbiamo gusti retrò pure per quello che riguarda i film). Il risultato è tutto da ridere e speriamo sia di vostro gradimento.
Buona visione, e raccomando: non perdete l’appuntamento con Arcade Workshop per la prossima settimana! :D
Cortometraggio "Nostalgia di sala giochi" (realizzato da SEEP)

25 nov 2014

Metal Slug Revolution – La SNK Playmore riuscirà ad rivoluzionare la leggendaria saga nata su Neo Geo?

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Metal Slug Revolution uscirà per… naaah. Non è il modo giusto per raccontare il gran chiasso che sta suscitando in queste ore Metal Slug Revolution, nuovo episodio della storica saga nata su Neo Geo nel 1996 per mano della vecchia e mai dimenticata SNK. Dicevamo, questo nuovo capitolo sta suscitando le ire e le gioie di chi ha amato i predecessori; il pubblico si spacca letteralmente a metà: chi dice che sarà (senza mezzi termini) “una cagata pazzesca” (citando il mitico Fantozzi) e chi afferma di essere contento di vedere dei cambiamenti significativi, in un prodotto fin troppe volte riciclato e trascinato avanti per inerzia.
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Forse la verità sta nel mezzo, o ancora meglio, sta quando riusciremo a provarlo. Per ora il nuovo percorso dello sparatutto a scorrimento verticale della software house di Osaka promette una rivoluzione (bè, il titolo parla da sé). Prima di tutto la grafica ha subito un completo rinnovamento, perdendo la sua unicità, caratterizzata per anni da un favoloso lavoro di pixe art.
In secondo luogo il gameplay avrà una dose massiccia di elementi RPG. Marco, Tarma, Eri, Fio e un volto nuovo saranno i personaggi utilizzabili e avranno modo di portare con loro innumerevoli veicoli (250, per essere precisi), per tutti i 150 livelli presenti nel gioco finale. Quest’ultimi potranno essere collezionati e ampliati in modo simile come succede nei giochi di ruolo con i pets che evolvono (“Pokemon Slug”?).
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Certo, le nuove features sembrano davvero stonare con il tipico Metal Slug, e la storia insegna che il cambio di rotta (per questa serie, così come altre made SNK) è sempre stato smorzato da vendite davvero basse, basta pensare a Metal Slug 3D per Play Station 2.
Tuttavia questo Metal Slug Revolution sembra effettivamente avere qualcosa in più rispetto ad un semplice tentativo di svecchiare la saga. Se SNK Playmore riuscirà a calibrare un buon compromesso tra meccaniche arcade della serie originale e quelle nuove con elementi RPG, forse potremmo davvero assistere ad un gradito ritorno, o per lo meno, male che vada, ad un divertente spin off.
Il gioco è per ora previsto per Android e iOS a data da definirsi, qui sotto potete assistere ad un primo trailer:
Trailer di Metal Slug Revolution.
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